A zonzo per le vie dell’antica Roma

Valutato 5.00 su 5 su base di 2 recensioni
(2 recensioni dei clienti)

13,00 €

A zonzo per le vie dell’antica Roma
Paolo Venti
Quarta edizione
a cura di Mirella Lirussi
pagg. XIV – 410
ISBN 9788887647518

Pagamento sicuro garantito

Descrizione

A zonzo per le vie dell’antica Roma
Paolo Venti
Quarta edizione
a cura di Mirella Lirussi
pagg. XIV – 410
ISBN 9788887647518

Tito Tullio Acidino è un anziano aristocratico dell’antica Roma, che rievoca la sua vita passata, quando da ragazzo aveva uno strano precettore greco con dei bizzarri metodi di insegnamento: niente lezioni lunghe e noiose, ma di volta in volta una serie di ricerche da effettuare direttamente sul campo, per poi riferire al maestro i risultati delle sue indagini condotte per le vie stesse dell’Urbe.

Il giovane Tito imparerà così a conoscere la storia della sua città fin dalle remote origini: perché la lupa non si è mangiata Romolo e Remo? Perché i soldati prendono in giro il generale proprio durante il suo trionfo? Come mai i Romani hanno voluto costruire tutte quelle strade? La storia della Città Eterna viene così rivissuta attraverso le avventure del curioso e vivace Tito, con tono affabile e spigliato.

Il ricco apparato di note che accompagna il testo introduce i ragazzi tanto negli aspetti ufficiali quanto in quelli più personali e familiari della vita quotidiana degli antichi Romani, nella consapevolezza che la Storia non la fanno solo i Cesari e gli Augusti, ma anche gli umili cives di ogni giorno.

A zonzo per le vie dell’antica Roma è consigliato per le classi prime della Scuola Secondaria di Primo Grado e per le seconde della Scuola Secondaria di Secondo Grado.

Scopri anche A zonzo per le vie dell’antica Atene. Clicca qui.

 

Introduzione del libro

La storia di Roma è tanto grande quanto la sua durata: un millennio. Nel corso dei secoli, dalla sua fondazione al suo declino, Roma conquistò interi paesi, sottomise innumerevoli popolazioni, impose il suo dominio in tutto il mondo allora conosciuto. Cominciò con lo sterminio dei vicini Etruschi, proseguì con la campagna italica, conquistò la Grecia e rase al suolo Cartagine. Dopodiché le sue vittorie non si contano più. Tutte le genti d’Europa, del Mediterraneo, dell’Asia minore e dell’Africa vennero assoggettate colpo su colpo al suo potere.

Questa storia millenaria si può vedere racchiusa in due versi memorabili. Il primo è di Virgilio: Parcere subiectis et debellare superbos (Risparmiare chi si arrende e sopprimere gli irriducibili). Il secondo è di Orazio: Graecia capta ferum victorem cepit (La Grecia conquistata conquistò lo spietato vincitore). Il primo verso ci presenta i Romani così com’erano: gente decisa, concreta, aliena dai sentimentalismi, tesa a prendere di petto il destino.

Il secondo verso rivela l’intelligenza dei Romani di capire i propri limiti culturali e di trarre profitto da chi ha raggiunto un grado di civiltà superiore. In questi due versi troviamo riflessa mirabilmente la personalità del protagonista di questo libro: Titus, un vecchio romano rude fisicamente e nello stesso tempo emancipato intellettualmente.

Quando era ragazzo gli toccò la buona sorte di avere per maestro un pedagogo greco, Theophilus, comprato dal padre a caro prezzo al mercato degli schiavi di Napoli. Il suo compito, come quello di ogni magister dell’antica Roma, era di educare il giovane, rampollo di una nobile famiglia dell’Urbe, a diventare un bravo cittadino romano.

Per ottenere il suo scopo nel modo migliore Theophilus escogita un suo metodo: la ricerca a tutto campo. Cosicché il ragazzo, dietro precise indicazioni del maestro, un giorno impara a conoscere le vie di Roma, un altro assiste a un processo in tribunale, un altro ancora scopre il sangue del Circo, e poi i riti sacrificali, lo splendore delle terme, e poi ancora incontra personaggi famosi e persone umili, e via di seguito apprende tante altre cose importanti della sua Città.

Al calar della sera il nostro Titus torna a casa e riempie di nuovi appunti il suo Diario, che, ormai vecchio, riscopre e rilegge con particolare trasporto.

Come se continuasse a dialogare con il suo amato magister, egli inizia allora a scandagliare con occhio critico il suo passato, da cui riemergono i ricordi dell’infanzia e dell’adolescenza e gli avvenimenti vissuti in prima persona, i quali, simili ai tasselli di un mosaico, ricompongono la storia di Roma dalla sua fondazione.
Pochi, tuttavia, sono i momenti in cui Titus si lascia andare al puro piacere rievocativo. Ogni ricordo è quasi sempre accompagnato da una struggente malinconia.

Ogni avvenimento è quasi sempre rivissuto con un oscuro senso di colpa per quello che egli ha visto e fatto e che forse avrebbe voluto né vedere né fare. Su di lui aleggia costantemente una dolente e rassegnata partecipazione al destino dell’uomo, il cui mistero non riesce mai a decifrare per capire le ragioni del bene e del male, la loro fatale combinazione. Alla fine pare che un sollievo gli venga solo dalla consapevolezza di vivere lontano dalla vita civile, nella sua adorata campagna, dove l’alternarsi delle stagioni somiglia al ripetersi delle storie della sua Città.

Recensioni (2)

2 recensioni per A zonzo per le vie dell’antica Roma

  1. Valutato 5 su 5

    ENRICO M. (proprietario verificato) –

  2. Valutato 5 su 5

    Ivano Traverso (proprietario verificato) –

Aggiungi una recensione
Carrello
a zonzo per le vie dell'antica romaA zonzo per le vie dell’antica Roma
13,00 €
Torna in alto